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Santuario Ns. Signora di Loreto

Nel 1634 un gruppo di monaci si stabiliscono sulle alture di Oregina con l'intenzione di dare vita ad un nuovo ordine.

Nello stesso anno, per sospetto di eresia l'Inquisitore scioglie la comunità, e l'anno successivo viene dato incarico ai Padri Minori Osservanti di proseguire la costruzione del piccolo santuario. Tra il 1650 e il 1655 sorge il nuovo edificio secondo uno schema planimetrico pseudo-ovale o ad ottagono allungato, ottenuto dalla combinazione dei tipi centrale e longitudinale.

 

L'originaria cappella di nove metri per quattro con copertura a doppio spiovente e decorazione esterna ad affresco è quindi inglobata al centro della nuova costruzione in aderenza alla balaustra dell'altare maggiore e diventa il fulcro dell'intero complesso. Lo spazio interno, di vaste proporzioni, è organizzato in maniera bidirezionale con l'asse longitudinale rafforzato dall'atrio e con le pareti diagonali molto accentuate ed è definito da un ottagono allungato privo, in questo caso, dell'usuale presbiterio intermedio nella zona absidale.

L'impianto, coperto da una volta su pennacchi, presenta volutamente una sequenza di superfici prive di apparati decorativi il cui rigore compositivo ne sottolinea la funzione di "sfondo". La demolizione nel 1928 della cappella originaria fa apparire ancora più sobri gli interni che avevano già subito un impoverimento negli arredi attraverso la soppressione ottocentesca di alcuni altari. La facciata, realizzata nel XVIII secolo (circa 1707), è in sintonia con la risoluzione planimetrica anche se accentua, per un'evidente esigenza scenografico-decorativa tipica delle chiese barocche liguri settecentesche, il proprio "verticalismo": alla parte inferiore segnata da un semplice portale e da sue lesene laterali si contrappone la zona superiore impostata attorno ad una grande serliana affiancata da paraste corinzie binate con nicchie semicircolari e conclusa da un fastigio centinato a stucco in cui è riprodotto il simbolo francescano.

Sempre nella seconda metà del XVIII secolo viene risistemato l'antistante piazzale alberato; la costruzione sul lato sud di due muraglioni circolari di contenimento permette l'inserimento di una lunga scalinata d'accesso che ha nella facciata il proprio fondale scenografico.

Sulla piazza antistante al santuario fece il suo debutto in pubblico, il 10 dicembre 1847, il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro.

 

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