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"Me li darà domani", con questa frase spesso si chiude la contrattazione tra il “bottegaio” ed il cliente, uno non rinuncia all’intero importo (concedendo credito fino al giorno dopo) e l’altro lascia un puffo pur di conservare una banconota ancora un giorno.

Allora è vero: siamo avari, tirchi, spilorci, taccagni siamo tra quelli che provano piacere a rinunciare al piacere che un acquisto può dare?

No, anche se ce lo dicono tutti, non è vero. Non bisogna confondere la spilorceria con la parsimonia e la nostra è parsimonia ed ha origini ben precise.

Innanzitutto dobbiamo tenere presente di com’è fatta la nostra terra, tutta in collina che per coltivare due fagiolini abbiamo dovuto inventarci le terrazze, e ti puoi immaginare il mazzo.

Inoltre Genova ha legato la sua ricchezza, in buona parte, all'attività bancaria e nel secolo d'oro i forzieri della città partivano per la Spagna e tornavano raddoppiati tracimanti dell'oro delle Americhe, tanto che si disse: "l’oro nasce nel Nuovo Mondo ma viene sepolto a Genova" e posso immaginare quanta fatica per cacciare indietro rombiballe che si presentavano all’ombra della Lanterna con il miraggio di questi forzieri.

Ma un episodio ha segnato profondamente il destino della Superba ed il carattere dei genovesi: siamo  nel 1585 quando scoppia la guerra tra Spagna e Inghilterra, Filippo II viene da noi e ci chiede se lo aiutiamo a creare “un'armada "invincibile" per affondare Sir Francis Drake e l'Inghilterra, seppur titubanti i genovesi finanziano questa imponente operazione facendo costruire 130 vascelli e provvedendo all'armamento di 24.000 soldati.

"Belin non l'avessi mai fatto" avrà detto qualcuno, violentissime tempeste e la capacità di Drake mandano in fumo i sogni spagnoli e i nostri investimenti.  Dopo un secolo di ricchezze, agi e splendori, Genova si troverà completamente rovinata e vedrà segnato il suo declino. Ecco, è cosi che inizia la parsimonia (badate bene, non tirchieria!) e la diffidenza nei confronti dei "furesti" (se non era per gli spagnoli...) dei genovesi.