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La torre di San Donato fu testimone delle vicende del nobile Stefano Raggi, siamo nel 1650 e parliamo di un discendente dello  Stefano Raggi che.....

La torre di San Donato fu testimone delle vicende del nobile Stefano Raggi, siamo nel 1650 e parliamo di un discendente dello  Stefano Raggi che, nel 500, commissionò al fiammingo Joos van Cleeve lo splendido Trittico dell’Adorazione dei Magi, ancora oggi conservato in San Donato

Ricercato dalle Pubbliche Autorità a causa di una rissa, decise di rifugiarsi nella torre nolare, da lì riuscì a difendersi ed a sfuggire alla cattura prendendo ad archibugiate chiunque tentasse di avvicinarsi, il Raggi era uomo facile all’ira. Poco tempo dopo suo figlio venne messo al bando dal Doge Giacomo De Franchi Toso, decisione che Raggi criticò apertamente “guadagnandosi” l’ordine di arresto, fu quindi condotto nella Torre Grimaldina di Palazzo Ducale con l’accusa di essere in procinto di compiere un colpo di Stato.

Fu proprio durante il “soggiorno” forzato che maturò la decisione di farla finita, si fece portare un crocifisso nel quale era celato un piccolo stiletto e si suicidò. Il suo corpo fu esposto davanti al Palazzo Ducale, trattamento riservato ai traditori della Repubblica ed ai peggiori criminali. 

Dopo la sua morte, la Repubblica decise una punizione esemplare che fosse da monito a chi pensasse di compiere un gesto simile: i suoi figli furono messi al bando e privati dei loro titoli nobiliari, le sue proprietà confiscate e la sua dimora, vicina alla Chiesa di San Donato, fu rasa al suolo e al suo posto venne eretta una colonna infame. Oggi la colonna non esiste più ma alcuni libri riportano le incisioni che vi si potevano leggere:

STEPHANI RAGGI

CRIMINIS LESAE MAJESTATIS CONVICTI

ILLATA SIBI MORTE SCELERIS CONSCII

CADAVERE FURCA SUSPENSO

FILIIS EXPULSIS ET NOBILITATE PRIVATIS

BONIS PUBLICATIS DIRUPTIS AEDIBUS

SCELESTISSIMI ET TEMERARII HOMINIS

ET A GENTILIUM SUORUM MORIBUS LONGE

DESCINDENTIS

MEMORIA PERPETUA DAMNATA

ANNO MDCL

(a memoria perpetua di Stefano Raggi, incarcerato per il crimine di lesa Maestà, che si diede la morte conscio del delitto, impiccato il cadavere sulla forca, banditi i figli e privati della nobiltà, confiscati i beni distrutte le case di quest’uomo scelleratissimo ed imprudente e diversissimo nei costumi dalla sua stirpe. Anno 1650)

 

Si dice che il fantasma di Stefano Raggi vaghi ancora per San Donato e che lo si possa intravedere in autunno, al tramonto, avvolto in una tunica rossa.

 

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