COME UNA LINGUA DI FUOCO

Spettacoli
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Data: 7 Agosto 2020

Come una lingua di fuoco

Spettacolo basato sul Codice Fiorentino di Fray Bernardino de Sahagùn e altri testi storici del periodo della Conquista.

1517. I Conquistadores arrivano in Messico.  Come un elemento estraneo, penetrando in un corpo umano sano, può infettarlo fino a ucciderlo, così gli "extraterrestri" spagnoli segnano la fine del popolo azteco. Il narratore, indigeno, descrive gli eventi, dai presagi funesti al sanguinoso giorno dell'ultima strage. Gli aztechi non possiedono gli anticorpi che permettano una difesa valida (le trombe di fuoco annientano archi e frecce). Montezuma è il principale eroe tragico della vicenda: non riesce a capire, non sa decidere se resistere o fuggire. Gioca a nascondino con il nemico fino a che questi non piomba nel suo Palazzo splendente d'oro per saccheggiarlo. Il Re verrà prima ossequiato, poi imprigionato, infine ucciso. L'acqua del lago Texcoco e dell'Oceano, il fuoco degli incendi e delle armi, l'aria e la terra rubate, elementi tragici per raccontare la Storia da un altro punto di vista. Fonte principale del monologo è il Codice Fiorentino, raccolto da Bernardino de Sahagun intorno al 1550 da testimonianze in lingua nahuatl, la lingua dei vinti. E' come se, questa è la nostra scelta, fosse un unico indigeno a parlare. E' lui il coro, l'osservatore, il narratore. E' lui il testimone oculare, pari a quello che vide Edipo cavarsi gli occhi nella tragedia di Eschilo. Ecco, è come se un cronista dell'epoca, sul posto, avesse potuto intervistare, pochi minuti dopo ogni singolo avvenimento raccontato, un uomo del luogo. E' quindi una serie di avvenimenti che racchiudono dapprima curiosità morbosa per gli strani uomini che arrivano dal mare a cavallo di cervi, per le loro "trombe di fuoco", per i loro "vestiti" fatti di metallo. Poi subentra la paura, il terrore, lo sgomento, fino al pianto dirotto dell'ultima scena, quella della strage della Festa Sacra. Il racconto, che porta luce con elementi nuovi e specifici sulla verità storica della “Scoperta dell’America”, è accompagnato e impreziosito dalle musiche eseguite dal vivo per flauto e chitarra.

Organizzato da Lunaria Teatro

 

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