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Il borgo antico di Pontedecimo fu uno dei primi insediamenti nel fondovalle del Polcevera, nel luogo dove in epoca romana e medievale il Pons ad decimum milium.....

Il borgo antico di Pontedecimo fu uno dei primi insediamenti nel fondovalle del Polcevera, nel luogo dove in epoca romana e medievale il Pons ad decimum milium o Pons ad decimum lapidem ab Januensi Urbe (cioè il punto dove sorgeva la decima pietra miliare da Genova), da cui deriva il nome del paese, attraversava il torrente Riccò. Da qui la Via Postumia, risaliva il versante opposto della valle valicando l'Appennino ligure nei pressi dell'attuale Passo della Bocchetta, dopo aver attraversato le località di Cesino e Langasco. Fu proprio in prossimità di questo ponte, infrastruttura strategica al crocevia di importanti strade che collegavano la Liguria con la Pianura Padana, che fin dall'epoca preromana si formò il primitivo borgo di Pontedecimo, composto dalle case in cui si aprivano le prime attività commerciali, artigianali e ricettive sorte come strutture di servizio a disposizione dei viaggiatori in transito.

 

Nel corso dei secoli il paese crebbe attorno alla cappella di San Giacomo, costruita nel 1167 e dipendente dalla pieve di San Cipriano, espandendosi nelle zone circostanti.

Presso il ponte nell'Alto Medioevo fu costruito un fortilizio, distrutto nel Trecento, come altri nella Valpolcevera, nel corso di scontri tra guelfi e ghibellini che causarono morte e distruzione in tutta la valle.

Il borgo antico

Dal borgo medioevale, un tempo popolato da botteghe, laboratori artigiani e osterie, con la casa natale della Beata Chiara (Isabella Ghersi) e la parrocchiale di S. Giacomo, si sviluppò il paese come lo si vede ancor oggi, sovrastato a monte da un lato dall'antico abitato di Cesino e dall'altro dall'ex capoluogo comunale San Cipriano (oggi frazione di Serra Riccò), ben visibile sul versante sinistro della valle con il suo aguzzocampanile.

A dare impulso allo sviluppo del borgo fu nel 1585 l'apertura della strada della Bocchetta. Si trattò di un'espansione residenziale e urbanistica accompagnata dalla parallela fondazione di organismi civili e religiosi, che attestavano la ormai raggiunta unitarietà e consistenza della popolazione locale.

Queste strutture comprendevano la sede operativa del Capitano di Polcevera, istituita nel 1585 nella casa dove successivamente nascerà la venerabile Chiara Isabella Ghersi (Pontedecimo 1742 - Gubbio 1800), un ospitale per i viandanti, operante dal XII secolo fino al 1775, quando fu demolito per l'ampliamento della strada di fondovalle, l'Oratorio della Morte e Orazione, costruito agli inizi del XVI secolo, e quello della dottrina Cristiana nel secolo successivo.

Infine, nel 1640 i frati Cappuccini vi costruirono il loro convento, grazie all'aiuto della popolazione locale, ove avvennero diversi miracoli, tra cui la guarigione della sorellina di Chiara Isabella Ghersi, intorno al 1750 e quello decisivo per la canonizzazione del "Padre Santo", (S. Francesco Maria da Camporosso) il 4 luglio 1945.

Il borgo, trovandosi sulla principale via di accesso a Genova, fu più volte luogo di passaggio di eserciti, subendone le nefaste conseguenze, in particolare durante laguerra di successione austriaca del 1746-1747 e l'occupazione napoleonica nel 1800.

L'Ottocento

Durante il governo sabaudo furono costruite la strada carrozzabile dei Giovi, inaugurata nel 1821 e la linea ferroviaria Genova-Torino, aperta nel 1854, con la relativa stazione ferroviaria, dotata anche di un deposito locomotive.. All'epoca della costruzione della strada dei Giovi, proprio al bivio tra questa e l'antica strada della Bocchetta fu aperta la “PiazzaRegina Margherita" (attuale “Piazza Pontedecimo”), oggi centro del quartiere moderno, che divenne subito la sede di fiere e mercati, oltre che il capolinea della linea tranviaria della Valpolcevera.

Nel 1853 il comune di San Cipriano assunse la nuova denominazione di Pontedecimo che divenne la nuova sede comunale; il nuovo palazzo municipale, costruito nella seconda metà dell'Ottocento, sarà inaugurato nel 1882. Successivamente i confini del comune di Pontedecimo saranno modificati nel 1869, per il distacco dell'ex sede comunale di San Cipriano aggregata al comune di Serra Riccò, e nel 1889, con l'acquisizione della frazione Torre dal comune di Ceranesi.

Pontedecimo conobbe il suo maggiore sviluppo demografico nella seconda metà dell'Ottocento, con l'insediarsi in loco, per la ricchezza delle acque, di molte attività industriali legate all'arte molitoria (pastifici), alla siderurgia, alla meccanica, all'industria dolciaria ed alla tessitura. Allo sviluppo economico e sociale di Pontedecimo diede un grande impulso la realizzazione delle citate infrastrutture stradali e ferroviarie, che consentivano l'interscambio di materie prime e prodotti finiti. Come in tutta la Val Polcevera, queste attività industriali si sostituirono all'agricoltura sulla quale si era basata per secoli l'economia della zona, portando benessere ma anche i problemi derivanti dall'inquinamento.

.Verso la fine dell'Ottocento furono fondate la “Fratellanza” (società operaia di ispirazione socialista, fondata nel 1872) e la Società Operaia Cattolica (1879). Ai primi anni del Novecento risalgono la fondazione della Pubblica Assistenza Croce Verde (1908), dell'Unione sportiva Pontedecimo (1907) e del Ricreatorio San Luigi Gonzaga (1909) con la sezione sportiva Fulgor.

L'annessione alla Grande Genova

Il comune di Pontedecimo venne annesso a Genova durante il periodo fascista: infatti nel 1926 i confini della città vennero ridisegnati ed ampliati inglobando diversi comuni (ad ovest sino a Voltri, ad est sino a Nervi e a nord sino a Pontedecimo stesso), raggiungendo una notevole estensione con la creazione della Grande Genova.

Nel 1934 fu inaugurato l'ospedale, intitolato ad Andrea Gallino. Sempre nello stesso anno, nei pressi della piazza Regina Margherita, fu iniziata la costruzione di una “casa littoria”, mai completata e recentemente demolita per creare un piccolo giardino pubblico con parco giochi. Nel secondo dopoguerra l'espansione edilizia conseguente al vertiginoso aumento di popolazione (dai 3870 del 1883 ai circa 16500 attuali) ha finito per occupare quasi tutti gli spazi verdi intorno al primitivo borgo; Pontedecimo si è ingrandito nella valle del T. Verde, arrivando a formare un'unica conurbazione con il vicino centro di Campomorone, nella valle del T. Riccò fino alla località Rimessa, al confine con il comune di Mignanego ed in parte anche sul versante collinare di San Cipriano.

Nell'ultimo scorcio del XX secolo fu edificato nel quartiere il secondo carcere della città di Genova.

Di particolare interesse

Casa della Beata Chiara

Chiesa di San Giacomo Maggiore

Convento dei Cappuccini

Oratorio della Morte ed Orazione

Chiesa di Sant'Antonino martire (Cesino)

Nostra Signora della Guardia