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Logge medievali a Genova

Incontro con Gaia Leandri che con il suo libro “Logge medievali a Genova: Un percorso storico nell'architettura dei secoli XII-XVI” e dalle sue pagine ci racconta la Genova medievale

Mi presento: sono una dottoranda all’ultimo anno di un doppio dottorato internazionale in architettura e neuroscienze. Ho conseguito la laurea magistrale in architettura a Genova, con specializzazione in restauro e conservazione dei beni antichi.

La mia ricerca sulla Genova medievale, in particolar modo sull’architettura e l’uso delle logge oggi murate ma ancora visibili in tutto il centro storico, inizia nel 2013, con la mia tesi di laurea.

Lo studio è poi proseguito tra sopralluoghi, campagne fotografiche e ricerche d’archivio per dar vita ad una pubblicazione aggiornata e comprensiva di dati storici ed architettonici.

Il libro, corredato da 381 illustrazioni e da un ricco apparato bibliografico, si compone di due parti: la prima descrive sinteticamente la funzione delle logge medievali nel contesto storico-sociale dell’epoca, mettendo in evidenza il ruolo svolto dalle famiglie consortili nel determinare l’assetto dello spazio urbano; la seconda è una catalogazione in schede di più di 150 logge visibili al giorno d’oggi nei sestieri della Maddalena e del Molo. Ciascuna scheda presenta una mappatura dettagliata con fotografie dello stato attuale e brevi cenni storici.

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Il centro storico di Genova rappresenta, nel panorama italiano, una eccezionale testimonianza di città medievale. Una connotazione urbana caratteristica di quell’ epoca era la presenza, al piano strada delle abitazioni, di numerosi ambienti porticati, con funzioni sociali diversificate. Se di utilizzo privato, erano luoghi di incontro per cerimonie familiari o momenti di svago, ma anche spazi dove si svolgevano attività commerciali e artigianali. I palazzi gentilizi avevano logge di particolare pregio architettonico, segno esteriore dell’importanza del casato. In epoca rinascimentale, con l’aspirazione dei ceti dominanti verso modelli residenziali di maggior prestigio, molti edifici erano stati riadattati dai proprietari con l’ampliamento del prospetto e la trasformazione della loggia in atrio interno del palazzo, mentre i vani porticati situati in contesti popolari erano stati chiusi per adibirli a negozi o magazzini. Questo rinnovo edilizio nella maggior parte dei casi ha nascosto, senza distruggerle, le strutture architettoniche originarie, lasciando pressoché intatta la fisionomia urbana medievale. Dietro i solenni prospetti di residenze aristocratiche o le modeste facciate di abitazioni meno qualificate sono rimaste le vestigia della città storica, tornate alla luce soprattutto grazie a una campagna di scrostamenti degli strati superficiali di intonaco effettuata dall’Ufficio Belle Arti di Genova nei primi decenni del Novecento. Altri interventi sono stati realizzati nella seconda metà del secolo durante il restauro o la ricostruzione di edifici medievali danneggiati dagli eventi bellici, con particolare attenzione al loro aspetto originario. A seguito di questo processo di recupero, oggi è possibile passando per i vicoli riscoprire le antiche logge, che offrono una interessante chiave di lettura delle vicende urbane e della vita quotidiana tra il XII e XVI secolo.

 

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