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Forte Richelieu

La Signoria accoglieva Richelieu colle dimostrazioni stesse usate all'antecessore di lui [...]. Poi, desideroso di comparir degno successore del compianto Boufflers, studiossi a tutto potere di perfezionare le opere da quello lasciate in così bello avviamento. [...] afforzò il Diamante, la montagna di Quezzi e la collina di Santa Tecla, riducendo a termine tre ridotti che già erano stati incominciati: un novello ne fece innalzare sulla montagna sovrastante l'eremo di Camaldoli, e per dove, da Sturla, si va alla valle dei Ratti: chiamossi forte Richelieu".

Cit. Carlo Varese, Storia della Repubblica di Genova, Tipografia d'Yves Gravier, ed. 1835, Libro Vigesimo, Volume 8°

 

Posto a 415 metri di quota sullo spartiacque tra la valle di Quezzi e quella del torrente Sturla, il forte venne realizzato a partire dal 1747, durante la guerra di successione austriaca, conflitto che vedeva la Repubblica di Genova alleata con Francia e Spagna contro Austria e Inghilterra. Il sito rivelò tutta la sua importanza strategica durante l'assedio austriaco avvenuto in quell'anno e così fu decisa dal Magistrato delle Fortificazioni la costruzione di un ridotto. Venne da subito intitolato al Maresciallo Armando Du Plessis di Richelieu, inviato del Re Luigi XV per coordinare le difese contro gli eserciti austrosardi.

Posto strategicamente sul crinale in senso longitudinale, era dotato di doppia fortificazione su tre lati; il fronte settentrionale è a coda di rondine mentre quello meridionale presenta ai vertici due possenti baluardi e al centro l'ingresso, inizialmente dotato di ponte levatoio, che conduce al cortile interno. Qui fu successivamente realizzato un edificio rettangolare a tre piani dove erano disposte la Caserma, il Comando e i magazzini.

In epoca napoleonica vennero attuate delle opere di potenziamento e ulteriori lavori vennero portati a termine dal governo piemontese nella prima metà dell'Ottocento. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne installata una batteria antiaerea.

Nel 1959 venne installato nel cortile un ripetitore RAI e quindi l'accesso fu precluso al pubblico.

Paola Spinola