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Il Trionfo degli Spinola

Questo portale si trova in via della Posta Vecchia ed è il "gemello" de Il Trionfo dei Doria in via David Chiossone.

Non è del tutto certo quale venne realizzato per primo ma è chiaro che l'uno fu di ispirazione per l'altro. Esso sovrasta l'accesso al palazzo di Jacopo Spinola, le cui prime notizie risalgono al 1414 quando ivi vennero censite nella Cabella Possessionum due case medievali appartenenti a Marco ed Alessandro Spinola, del ramo di San Luca. Nel 1531 un radicale intervento sui vecchi immobili li trasformò in un solo palazzo. Il committente di questa innovativa ristrutturazione fu Jacopo Spinola q. Taddeo, come dimostrano le iniziali JS, scolpite sugli stipiti del portale d’ingresso su via della Posta Vecchia mentre, la data del restauro è stata ritrovata incisa su un capitello del cortile d’angolo. Nel 1570 il palazzo venne ereditato dal figlio di Jacopo, Taddeo, il quale però preferì trasferire la sua dimora in altre residenze. L’edificio ai Quattro Canti di San Francesco venne così dato in affitto, avviando quell’inesorabile lento declino a cui vennero sottoposti nobili domicili, declassati a case da reddito. Nel 1583 passa al figlio di Taddeo, Mario Spinola che continua con lo stesso tipo di conduzione avviata dal padre. Alla sua morte, avvenuta nel 1624, il palazzo fu venduto a Stefano de Nigro q. Stefano, secondo le disposizioni testamentarie dello stesso Spinola. Le tracce di questo edificio si perdono per un periodo di circa cento anni; (ad oggi, non sono emersi documenti di rilievo che coprano quest’arco temporale). L’archivio parrocchiale riporta che nel 1756 è abitato da Martino de Martini con la sua numerosa famiglia. In questo periodo, il palazzo visse un’ultima breve fioritura dal momento che venne acquistato dal de Martini, tornando ad essere la residenza del proprietario. Nei primi dell’800, un modesto intervento inaugura l’inizio della trasformazione da palazzo padronale a casa ad appartamenti. Nel 1812 venne acquistato dai Romanengo che abitarono la maggior parte dell’immobile mentre, una modesta porzione venne affittata. Nel 1871 passa alla famiglia Parodi che, ancora oggi, ne è proprietaria. L’edificio, da quel momento in poi, è stato frazionato negli attuali sette alloggi e sempre appigionato.
Fonte: Fondazione Spinola
www.spinola.it 

Paola Spinola

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