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Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea

La chiesa del Gesù ha origini antiche in quanto risalgono alla fuga da Milano del clero locale a seguito delle persecuzioni longobarde.

Il vescovo di Milano si trasferì a Genova nel 569 stabilendosi nel quartiere dei pollaioli vicino alla cattedrale di San Lorenzo. L' esilio genovese durò fino alla metà del VII secolo.
La presenza dei milanesi in città necessitò di una chiesa che fu costruita nel loro quartiere e intitolata a sant’Ambrogio. La chiesa "insiste" sui ruderi di una villa "romana" del II sec. dopo Cristo.

Pala dell’Altare Maggiore. La Circoncisione di Gesù e l’imposizione del nome. (olio su tela, 400×225 cm., Peter Paul Rubens)

La tela arrivò a Genova nel 1605, anche se fu posta in opera definitivamente all’interno della cornice marmorea dell’altare maggiore solo nel 1607, quando passò in città e ridusse il quadro alla dimensioni corrette, di cui non avevano conto in precedenza, come si può notare dalla presenza di alcune figure tagliate ai lati.

Il Bambino Gesù occupa la scena centrale della composizione illuminata da una luce proveniente dall’alto.
La Circoncisione è una pala d’altare bipartita tra fascia terrena e ultraterrena.
Nella parte bassa della tela, la fascia terrena, il sacerdote è chino su Gesù per praticargli la circoncisione. Sul lato opposto siede la Madonna. Indossa abiti brillanti e dai colori vivi, ha un’aria trasognata, pare persa nei suoi pensieri, con la mano si accarezza il viso volgendosi dalla parte opposta alla scena per non assistere alla circoncisione.
I presenti con i loro sguardi creano un collegamento tra la fascia terrena e quella ultraterrena, alcuni guardano il bambino, altri il cielo.
Nella parte alta del dipinto, la fascia ultraterrena, uno stuolo di angeli con i loro panneggi svolazzanti occupa lo spazio intorno a cui un lampo di luce divina squarcia le nubi per andare ad illuminare Gesù Bambino e la scena centrale. Gli angeli sono aggrovigliati, molto carnosi e formano una composizione circolare animando con le loro movenze la composizione.

L’opera venne commissionata da Marcello Pallavicino.

 

Beppe Porsia

 

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