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Vico Dritto di Ponticello

Esistono diverse fotografie, reperibili sul web, che ci mostrano l'aspetto di Vico Dritto di Ponticello prima della sistemazione della zona prospiciente Porta Soprana, avvenuta agli inizi del Novecento: alti edifici allineati lungo il caruggio e la Porta, quasi irriconoscibile, inglobata dalle case.

L'immagine che vi propongo oggi è, a mio giudizio, più interessante. Si tratta di un acquarello di Domenico Cambiaso, della seconda metà dell'Ottocento, in cui Porta Soprana è ripresa da tutt'altra prospettiva, ossia dall'interno delle mura.
Oltre il fornice sono ben visibili le antiche case del caruggio ormai scomparso.
Lo spazio fra le due torri è occupato da un fabbricato e anche le stesse torri sono state convertite ad uso abitativo. Perso il suo scopo difensivo con la costruzione della Quinta Cinta nel 1320, Porta Soprana e i tratti di mura adiacenti vennero utilizzati per scopi abitativi, addossando nuove case e, come si evince dall'immagine, utilizzando gli stessi spazi interni delle torri.
Ma il dettaglio interessante si trova a sinistra: dal piano di Sant'Andrea inizia un vicoletto che, superato un cancello sormontato da un'edicola votiva, arriva in prossimità di un campanile. Questo dettaglio ci racconta moltissimo di una Genova ormai scomparsa.
Il vicolo che si vede nell'immagine si chiamava salita di Sant'Andrea e conduceva ad un antico convento e alla chiesa omonima. Il complesso conventuale di Sant'Andrea, fondato nel XI secolo, sorgeva sulla sommità di una collinetta, collocabile pressapoco nell'area attualmente occupata dal palazzo della Banca d'Italia, quello delle Poste e quello della Borsa.
Il convento venne soppresso nel 1799, la struttura fu inizialmente adibita a collegio e successivamente, nel 1810, a carcere.
Alla fine dell'Ottocento la zona venne profondamente trasformata con l'attuazione del nuovo Piano Regolatore: la collinetta fu completamente sbancata e l'antico complesso distrutto.
A testimonianza di tutto ciò rimane solamente il chiostro, smontato nel 1905 e, dopo una permanenza in un deposito a Sant'Agostino, rimontato dietro alla presunta casa di Colombo nel 1922.

Paola Spinola

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