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Nel IX secolo, fuori dalle mura, c’era un campo coltivato un “campetto”. Solo con la costruzione delle mura del Barbarossa entrò a far parte della città

Campetto

Nel IX secolo, appena fuori dalle mura cittadine, c’era un piccolo campo coltivato un “campetto”. E’ solo con la costruzione delle mura del Barbarossa che quella zona entrò nella cerchia cittadina per diventarne un importante polo commerciale, con botteghe di fabbri, orefici, artigiani, pittori etc... ed al centro di questa fiorente vita economica c’era proprio quel “campetto” che per tutti era oramai “Campetto” per rimanerlo fino ad oggi.

Intorno al 1200 la famiglia de Camilla fece costruire la chiesa di San Paolo che donò ai Barnabiti nel 1600, i frati la ricostruirono e ne ampliarono il palazzo ma la chiesa ed il convento furono soppressi dalla Repubblica Ligure e trasformati in abitazioni private ricavandone anche un teatro che rallegrò per molto tempo le serate dei genovesi proponendo concerti, prosa e spettacoli di marionette. Il teatro oggi è un magazzino.

Nel Risorgimento Campetto si trovò al centro di vicende giudiziarie, la polizia fece chiudere una libreria perché al suo interno si incontravano “emissari di sette criminose”, quelli che oggi chiamiamo convegni di Carbonari, la libreria era quella di Antonio Doria che poi, trasformata ed ampliata divenne la Civica Biblioteca Berio.

Oggi Campetto è uno degli angoli più belli e suggestivi della città bar e negozi la mantengono movimentata con palazzi ricchi, tipo palazzo del melograno, di storia a fare da cornice.

Insomma se vieni a Genova non puoi perderla….

 

P.S.  Purtroppo, grazie ad un regolamento nazionale sulla toponomastica, dal 12 settembre 2016 Campetto diventa Piazza Campetto ma non è difficile immaginare che per molti genovesi resterà sempre Campetto.

 

 

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