Foto di Paola Spinola

Piazza San Matteo

Quella di San Matteo è una delle piazze più caratteristiche e suggestive del centro storico di Genova. Essa sorge attorno all'omonima chiesa, fondata da Martino D'Oria nel 1125, a poca distanza dall'ormai scomparsa porta di Serravalle. Questo antico accesso alla "civitas" faceva parte delle mura Carolinge, erette nel IX secolo, e si trovava approssimativamente all'incrocio fra le attuali via Tommaso Reggio e salita dell'Arcivescovado.


Una posizione strategica quella scelta dai D'Oria che permetteva di controllare una delle vie di comunicazione più trafficate.
Nei pressi della chiesa, infatti, furono via via edificate diverse abitazioni che andarono a costituire una tipica corte familiare, luogo caratteristico e peculiare della Genova medievale, ad uso esclusivamente privato.
Qui infatti si svolgeva la vita dei membri della famiglia D'Oria, delle loro maestranze e dei loro clienti, qui si trovavano i magazzini per le merci (i fondaci), si producevano le manifatture, avevano luogo le contrattazioni e si stringevano accordi sia commerciali sia politici. Uno spazio privato assimilabile al cortile di un castello, i cui accessi erano costituiti dagli stretti caruggi che da qui si dipanano. E come un castello questo spazio poteva essere chiuso, sbarrando proprio i vicoli intorno, isolandolo dal resto della città, per poterlo così difendere dagli attacchi, frequenti e spesso cruenti, portati dai nemici e dai rivali della famiglia D'Oria.
In questa piazza si possono scorgere interessanti testimonianze del passato e dei mutamenti sociali che man mano si sono succeduti. Le case dei membri della famiglia erano, fino al '300, dotate di portici, spazi aperti sulla piazza in cui si svolgeva la vita sociale, come quelli che ancora oggi possiamo vedere nel palazzo di Lamba D'Oria (civico 15). Ai piani superiori si accedeva tramite scale che partivano anche da accessi laterali. Nel secolo successivo l'edilizia privata seguì le nuove tendenze, i nuovi modi di vivere e produrre meno legati alla strada. Così i luoghi di incontro si spostarono all'interno degli edifici e, persa la loro funzione, le logge vennero murate per realizzare atrii ai quali si accedeva attraverso elaborati portali. Tracce di logge tamponate si possono notare nei palazzi di Branca D'Oria e di Domenico D'Oria, a sinistra della chiesa, mentre abbiamo esempi di portali riccamente decorati nei palazzi Doria Danovaro al civico 19, Giorgio D'Oria al civico 14 e nel palazzo di Lazzaro Doria, meglio conosciuto come il palazzo di Andrea D'Oria (civico 17). Quest'ultimo, stretto fra salita dell'Arcivercovado e vico dell'Isola, presenta delle caratteristiche che lo differenziano dagli altri. Il tipico paramento a strisce bianche e nere è limitato alla parte inferiore, mentre più in alto c'è una copertura ad intonaco, un tempo riccamente affrescata. Al pianterreno non ci sono tracce di logge, il sontuoso portale, sormontato da una lapide che celebra e riconosce i meriti di Andrea D'Oria ci porta ad un ricco atrio e un sontuoso scalone ci conduce ai piani superiori.
L'evoluzione architettonica riguardò anche la chiesa che domina la piazza. Demolita quella fondata da Martino D'Oria, venne ricostruita nell'attuale posizione nel 1278 e nello stile gotico che ancora conserva, con la bella facciata bicroma sulla quale si possono scorgere le iscrizioni che narrano vicende e glorie della famiglia. Sotto la finestra a destra è collocato un sarcofago di origine romana che custodisce le spoglie di Lamba D'Oria, che sconfisse i veneziani nella battaglia di Curzola (1298).
L'interno invece si presenta in stile cinquecentesco con stucchi e decorazioni che contrastano col sobrio aspetto esteriore.
Tutta la piazza ha subito nei secoli continue modifiche e adattamenti. Il sagrato della chiesa è stato rialzato per diminuirne la pendenza, i palazzi hanno subito innumerevoli rifacimenti, sono state chiuse antiche botteghe e aperti moderni negozi ma, nonostante le diverse trasformazioni, piazza San Matteo rimane ancora oggi un suggestivo angolo di Medioevo, una tappa obbligata per calarsi in uno dei tanti capitoli della Storia della nostra città e riviverne le atmosfere.

 

Paola Spinola

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