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La lingua genovese è meravigliosa, è ricca di parole bellissime per significato, sintesi e, passatemelo, anche per suono che difficilmente sono traducibili in italiano.....

Parole intraducibili

La lingua italiana, per quanto bella e molto efficace, ha dei limiti e per fortuna in alcune situazioni ci vengono in aiuto espressioni dialettali che difficilmente sono traducibile in italiano.

Da questo punto di vista il genovese è meraviglioso, è ricco di parole bellissime per significato, sintesi e, passatemelo, anche per suono e che sono entrate a far parte della lingua comune tanto da renderci conto che sono espressioni dialettali solo dall’espressione interrogativa del “foresto”. La cosa bella è che si inseriscono perfettamente anche parlando in italiano.

Quello che vorrei proporvi è una piccola raccolta di quelle più comuni con la “traduzione” o con un esempio di utilizzo.

 

Belin

Senza dubbio la regina tra queste, non la traduco letteralmente perché lo sanno anche i sassi cos’è, preferisco soffermarmi sull’uso, e mi riferisco a quello grammaticale, che se ne può fare. Può essere imprecazione, esclamazione, intercalare e chissà cos’altro, pronunciato da solo assume significati diversi a seconda del tono della voce: affermativo, di risentimento, di stupore, beffardo, di rassegnazione etc… 

Alcuni utilizzi:

A belin de can: fatto male

Avèi o belin inverso: essere di cattivo umore

Battisene o belin: non interessarsene

Dirsorsci do belin: discorsi inutili

Fâ rïe o belin: che vorrebbe essere spiritoso senza riuscirci

Portâ via o belin: andarsene

Alcune parole derivate:

Belinbelino: esclamazione

Malimbelinato: messo maluccio

Abbelinato: scemotto

Desbelinato: sveglio

Menabelini: rompiscatole

Belinate: stupidaggini

E via dicendo…..

Insomma una parola tuttofare anche (ma con meno efficacia) nella sua variante ritenuta meno volgare “belan”

 

Rebigo:

"Scusa il ritardo ma c'era uno sciopero, ho dovuto fare un rebigo per raggiungere casa tua."

Tapullo

Assolutamente intraducibile, si tratta di riparazione di fortuna di cui andare fieri, il più delle volte fatta con materiale di recupero e che spesso dura nel tempo, alcuni sono così esperti in questa arte che ne hanno fatto un “mestiere”, ogni genovese ha nella cerchia delle sue conoscenze almeno un "Tapulante”. Che derivi dalla nostra storica parsimonia?

Ravatto

Simile a miscellanea, anche se con diversa sfaccettatura, con “ravatto” ci si riferisce ad oggetti di scarsa qualità, sono quegli oggetti non categorizzabili che riempiono cantine, box e case di campagna, quegli oggetti che “mettilo li che può sempre servire”. Con Ravatto si può anche alludere ad una persona dalle scarse qualità estetiche, solitamente per via del fisico esile.

Anghesu:

Si intende bonariamente una persona buona, un po’ imbranata e simpatica che sorride fa sorridere per i suoi pacciughi.

Raramente viene usato anche per indicare attrezzi di cui non si conosce il nome come quello per levare i filtri nei miscelatori, quello per svitare le casse di alcuni orologi e via dicendo

Sbulinato

Persona trasandata che indossa abiti vecchi e rovinati, capelli spettinati, barba lunga, occhiali rotti e che magari con un po’ gobba, insomma un insieme di alcune di queste  o altre caratteristiche che lo rendono facilmente individuabile.

Sciachelo

Persona ingenua, facilmente raggirabile, incapace di far male e a volte un po’ scemotta

Sgrêuzzo

Tipo rude senza mezze misure, poco curato nell’aspetto, capace di sollevare pesi enormi e spesso incapace di pensare prima di agire. Si riconosce facilmente, soprattutto a tavola.

Invexendon.

Persona che crea sempre una gran confusione, ha la testa piena di progetti, a volte buoni, ma poca capacità di portarne a termine uno, cerca di coinvolgere chi gli sta intorno diventando a volte logorroico, se ti fai coinvolgere non hai speranze diventerai un “invexendon” proprio come il tuo amico.

Pittima

Persona che a seguito di una sfortuna si lamenta sempre. Difficile da sopportare.

Leggera

Persona vive alla giornata, da sempre cattivo esempio per ragazzi,  nullafacente non si impegna e passa le giornate a cazzeggiare tra un bar e l’altro

Miscio

Senza palanche

Maniman

La traduzione più corretta è “non si sa mai” anche se con una sfumatura diversa, solitamente usato in negativo per indicare una situazione con diffidenza “maniman c’è la fregatura” ma si può usare anche in "maniman ti sprechi"

Gabibbo

I marinai genovesi chiamavano così gli scaricatori del porto di Massaua perché lì il nome più diffuso era Habib”. Negli anni dell’immigrazione dal sud Italia veniva usato in maniera scherzosa e mai offensiva per indicare i meridionali.

Sapin

Hai presente quando un bambino assume quell’espressione con la bocca curvata verso il basso e gli occhi supplicanti?

Ecco questo è il “sapin” e il genovese può dirlo con 5 lettere

Brigola

Ho scoperto solo da grande che questo è un termine genovese, non c’è una parola che lo traduca correttamente, ora le cose sono due: o nel resto d’Italia non hanno mai questi ponfetti rosa oppure le chiamano foruncoli o brufoli ma secondo me sono entrambi sbagliati.

Rumenta

Che dire della Rumenta, mi verrebbe da tradurlo con spazzatura ma quanti altri significati può assumere? In campo calcistico, in campo alimentare, ci si può anche riferire ad una persona “che Rumenta d’uomo”, la finisco qua perché la lista è infinita

Sicuramente sono altre le parole che meritano una citazione, per ora ho riportato solo le più comuni.

Se te ne vengono in mente altre condividi e commenta !!!!

Grazie e buon proseguimento