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Foto di Paola Spinola 

Due passi senza meta...

La parte di centro storico compresa fra via di Canneto il Lungo, porta Soprana, la collina di Castello e la Ripa Maris rappresenta una delle parti più antiche della città.

In questa zona pianeggiante, degradante verso il mare, possiamo collocare infatti l'antico insediamento romano, risalente al III secolo a.C., costruito ai piedi dell'antico castrum di origine preromana.

Tracce e testimonianze di quell'epoca sono piuttosto scarse ma si può ancora individuare la disposizione regolare dell'abitato lungo gli assi ortogonali del Cardus e del Decumanus, un tempo probabilmente costituiti dalle attuali via di San Bernardo e via Chiabrera.

Ma senza andare così indietro nel tempo, questa zona, per come ci appare ancora oggi, è particolarmente caratteristica e interessante, in quanto qui troviamo tutte le peculiarità della Genova medievale: stretti caruggi e piccole corti familiari, alte torri, edicole votive, nobili residenze, antiche botteghe.

 

A parte poche eccezioni, quasi tutte le piazze del centro storico di Genova erano un tempo degli spazi privati attorno ai quali sorgevano le abitazioni dei diversi membri di una famiglia o di una consorteria. In questi luoghi si svolgeva la vita quotidiana, fatta di produzioni manifatturiere, scambi commerciali, accordi economici e talvolta anche politici. Esempi di tali corti sono piazza Sauli, piazza San Bernardo, piazza Valoria, piazza Grillo Cattaneo, piazza Stella, e piazza dei Giustiniani.

Fino alla prima metà del '300 le diverse abitazioni erano dotate di logge, portici al livello stradale dove tali attività avevano luogo. Successivamente, col mutare delle abitudini e delle esigenze, le attività e le interazioni sociali si spostarono all'interno delle abitazioni e così le logge vennero tamponate. Possiamo trovare resti di tali logge in via di San Bernardo, via dei Giustiniani, in via delle Grazie e molti luoghi ancora.

I palazzi costruiti a partire dalla seconda metà del Trecento non presentano più logge esterne ma sono caratterizzati da sontuosi portali, quasi sempre ornati con le insegne araldiche della famiglia, che conducono a atrii o cortili interni, come quello di palazzo Salvago in piazza San Bernardo, di palazzo Lorenzo Cattaneo in piazza Grillo Cattaneo e quelli dei palazzi della famiglia Sauli nella piazza omonima.

Palazzo Antonio Sauli (foto di Paola Spinola)

Un aspetto peculiare della vita politica di Genova fu sempre l'estrema litigiosità dei suoi abitanti. Le famiglie più importanti si disputavano le prestigiose cariche politiche che permettevano di accedere più facilmente alle ricche commesse commerciali; la città era continuamente dilaniata da queste rivalità che spesso sfociavano in aperti scontri armati tra fazioni. In questi casi le corti familiari, quelle piazze private a cui accennavamo prima, si trasformavano in autentiche roccaforti, prese d'assalto dagli avversari. I caruggi circostanti venivano interrotti per isolarsi e dal proprio "castello" si portavano avanti scontri cruenti che potevano durare giorni. Ancora adesso si possono scorgere dettagli o particolarità che ci raccontano quei tempi. Non mi riferisco ai buchi lasciati dai dardi o ai colpi di spada che si vedono sulle colonne del portale di San Gottardo in San Lorenzo ma agli stretti caruggi della città vecchia. Stretti, per poter essere facilmente chiusi ad impedirne il passaggio, e quasi mai allineati col caruggio di fronte negli incroci, in modo da impedire la visuale agli eventuali assalitori, visuale che sarebbe stata invece garantita agli assediati dalla presenza delle torri.

Un tempo Genova contava diverse decine di torri. Esse erano un elemento imprescindibile di ogni corte familiare ma col tempo molte vennero demolite o inglobate nei palazzi attigui, alcune abbassate, altre cambiarono funzione. In questa zona sono ancora presenti la torre dei Maruffo, quella dei De Castro e quella degli Alberici, riconvertita in campanile della chiesa di San Giorgio.

Piazza San Giorgio corrisponde approssimativamente all'antico Foro romano ed era uno dei rari spazi pubblici della Genova medievale. Su di essa si affacciano due chiese: quella di San Torpete, un tempo cappella gentilizia della famiglia Cattaneo, e quella di San Giorgio, dove veniva custodito il vessillo del Comune, raffigurante San Giorgio nell'atto di uccidere il drago. Un'immagine ricorrente nella Genova medievale che ancora adesso possiamo ammirare, riprodotta nei tanti sovrapporta come quello presente in piazza Cattaneo o in via di Canneto il Lungo.

Non possiamo terminare questa veloce panoramica senza citare due autentici gioielli medievali quali la chiesa di San Donato e quella dei Santi Cosma e Damiano, splendide nella loro semplicità e muti testimoni delle vicende che nei secoli hanno animato queste strade.

La visita di questa suggestiva porzione di centro storico non offre solamente interessanti testimonianze del passato. Essa è tutt'oggi viva, operosa, disseminata di botteghe storiche, negozi, trattorie e ristoranti....

 

Immergersi in essa ci permette di vivere e rivivere Genova, com'era e, nonostante il trascorrere dei secoli, com'è ancora adesso: dinamica, laboriosa, ricca e accogliente.

 

Paola Spinola

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