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Il primo nucleo urbano di San Fruttuoso si formò in epoca medioevale intorno a ospitali e monasteri a servizio dei viandanti che percorrevano la via medioevale....

San Fruttuoso

Il primo nucleo urbano di San Fruttuoso si formò in epoca medioevale intorno a ospitali e monasteri a servizio dei viandanti che percorrevano la via medioevale da Genova alla riviera di levante che, uscita dalla città attraverso la Porta Romana, aperta nelle secentesche Mura Nuove (e in precedenza dalla medioevale Porta Aurea e poi dalla rinascimentale Porta dell’Arco), attraversava il Bisagno sul lungo ponte di Sant'Agata. Raggiunta l'altra sponda nei pressi della chiesa di Sant'Agata, con annesso ospitale, di cui si hanno notizie scritte dal 1191, l'antica via, il cui percorso a tratti è ancora riconoscibile nel moderno tessuto urbano, proseguiva verso il colle di San Martino per le attuali via San Fruttuoso e salita della Noce. Attorno al convento di Sant'Agata e lungo la salita sulla sponda destra del Noce, nei pressi della chiesa di San Fruttuoso, sorsero i primi nuclei abitati. Al 1183 risalgono le prime notizie del santuario della Madonna del Monte, sorto sul colle che dominava la via verso San Martino.

 

In epoca rinascimentale e nei secoli successivi nella zona sorsero progressivamente numerosi insediamenti signorili, tra i quali la Villa Imperiale con il suo vasto giardino.

Nel 1746, quando la Repubblica di Genova, alleata della Francia, si trovò coinvolta nella guerra di successione austriaca, la città di Genova fu occupata da un esercito austro-piemontese, al comando del generale Botta Adorno, poi cacciato in seguito all'insurrezione popolare del 5 - 10 dicembre 1746, che prese avvio con il leggendario episodio del Balilla. In quei giorni, a San Fruttuoso avvenne un episodio simile a quello del Balilla, ad opera di un ragazzo bisagnino di soli dieci annisoprannominato Pittamuli. Questi il 10 dicembre 1746, nei pressi del ponte di Sant'Agata, visti i vani tentativi di alcuni popolani di assaltare un gruppo di soldati austriaci asserragliati all'interno di un'osteria, riuscì a introdurre nel locale una fascina accesa, provocando un incendio, così che i soldati furono costretti ad uscire, arrendendosi.

L'Ottocento

Nel 1818 fu istituito il comune di San Fruttuoso al quale fu annesso anche il borgo degli Incrociati, formatosi sulla sponda destra del Bisagno fuori della seicentesca Porta Romana, all'imboccatura a ponente del ponte di Sant’Agata. Il borgo ospitava l’antica chiesa di Santa Maria e il Convento dei Cruciferi che aveva funzionato per secoli come ospitale al servizio dei viandanti.

Iniziava in quegli anni lo sviluppo urbanistico che avrebbe visto il suo culmine nei decenni successivi all'annessione al comune di Genova, rendendo necessaria l'apertura di nuove direttrici viarie e infrastrutture varie, tra le quali la nuova casa comunale, costruita nell'attuale piazza Manzoni tra il 1865 e il 1870.

Sempre in quel periodo fu inaugurato nel Borgo Incrociati lo stabilimento per la produzione del gas illuminante delle Officine Elettriche Genovesi. Il comune di San Fruttuoso, pur nella ristrettezza dei fondi, dovette fronteggiare anche eventi disastrosi quali l'alluvione causata dallo straripamento del Bisagno nell'ottobre del 1822, che causò ingentissimi danni, e l'epidemia di colera del 1835

Nel 1873, con un Regio Decreto, il Comune di Genova si espandeva oltre il confine del Bisagno, inglobando, oltre a San Fruttuoso, i comuni di San Francesco d'Albaro, San Martino, Staglieno, Marassi e Foce, e dando avvio ad un’espansione urbanistica che avrebbe radicalmente cambiato il volto di quei quartieri.

L’espansione urbanistica tra Ottocento e Novecento

Già al termine del periodo municipale, nel 1873, nonostante le molte avversità San Fruttuoso era cresciuto notevolmente, ma il maggiore sviluppo urbanistico avvenne tra il 1880 e il 1930, quando il quartiere si espanse nelle aree pianeggianti che costituivano l'antico letto del Bisagno, ristretto tra nuovi argini. Nelle aree in precedenza occupate da orti e dal greto del torrente furono aperte nuove vie e piazze, costruiti nuovi caseggiati, edifici scolastici e luoghi di culto, modificando per sempre l’antico paesaggio della zona. Al ponte di Sant'Agata fu affiancato il nuovo ponte Castelfidardo, per consentire il transito delle vetture tramviarie dirette da Genova al capolinea di piazza Martinez.

Nel 1929 fu inaugurato il mercato ortofrutticolo di corso Sardegna, importante struttura commerciale, che ha funzionato in quella sede fino al 2009 quando, ormai inadeguato per le nuove esigenze, fu trasferito nella nuova sede di Bolzaneto. Nell'area dismessa del mercato, attualmente (ottobre 2010) abbandonata, saranno collocati diversi servizi pubblici tra cui strutture sanitarie e la nuova sede della Polizia Municipale del Municipio Bassa Valbisagno.

Il quartiere subì gravi danni durante l'alluvione del 7 ottobre 1970, quando il Bisagno, dopo prolungate piogge torrenziali, superò gli argini allagando tutta la bassa Valbisagno e causando oltre venti morti. L'alluvione provocò anche il crollo di due delle arcate superstiti del ponte di Sant'Agata.

Di particolare interesse

Villa Imperiale di Terralba

Villa Migone

Villa Borsotto

Ponte di Sant'Agata

Santuario della Madonna del Monte

Convento e chiesa di Sant’Agata

Convento e chiesa di San Giovanni Battista di Paverano

Chiesa di San Fruttuoso

Chiesa di Maria SS. della Misericordia e S. Fede

Chiesa di Santa Sabina

Chiesa di S. Giuseppe Cottolengo

Chiesa del SS. Redentore

Chiesa di N.S. degli Angeli

Forte Santa Tecla

 

 

 

Fonte wikipedia