Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Via San Luca reca evidenti tracce dei portici ricavati ai piani terreni e che risalgono all'epoca della primitiva costruzione. Sono visibili gli archi... 

 

San Luca


Prese il nome dalla chiesa intitolata al Santo Evangelista, così come la Piazzetta sulla quale sorge la chiesa.

La formazione della strada risale probabilmente al secolo XIII poiché fino al 1155 il territorio era fuori delle mura della città, limitate qui alla zona di Banchi.

In quell'anno la cerchia delle mura venne ampliata e venne estesa fino alla Porta di Vacca.


La chiesa però era già stata costruita a cura degli Spinola e dei Grimaldi, fin dal 1188. E' da ritenere quindi che tra il 1100 ed il 1300 a poco a poco fossero stati innalzati gli edifici che avrebbero dovuto delineare la strada, anche se i migliori palazzi, che ancor oggi l'adornano, denunciano la loro costruzione originaria tra il 1300 e il 1400.

Via San Luca, come tutti i vicoli che da essa scendono a piazza Gramsci, reca evidenti tracce dei portici ricavati ai piani terreni e che risalgono all'epoca della primitiva costruzione. Sono visibili gli archi a sesto acuto e ad ampie volute, sorretti da robuste colonne, con capitelli scolpiti alcune ed altri di pietra semplicemente riquadrata.     

Anche via dei Giustiniani e via San Bernardo mostrano uguali tracce di porticati ed è tramandato che lungo via dei Giustiniani si svolgesse il passeggio festivo delle classi agiate.

Un restauro compiuto attorno al 1870 nascose sotto uno spesso strato di intonaco i capitelli del palazzo Grimaldi situato all'angolo della via e della piazza omonima, a sinistra di chi guarda la chiesa. Erano adorni di figure equestri sul tipo di quelle scolpite in San Marco a Venezia.

L'esistenza di portici nella originaria via San Luca spiega come per essa transitassero, nel passato numerosi cortei di vetture e cavalli. Gli spettatori ed i passanti erano sotto i portici e la strada restava tutta a disposizione del corteo. Lo sviluppo dei traffici commerciali e la conseguente ricerca di locali portarono alla soppressione dei porticati ed alla loro sistemazione a negozi.

Il tratto della via che é tra San Siro e la chiesa di S. Luca comprende una serie di bei palazzi difficili da ammirare a causa della ristrettezza della via.

L'interno degli edifici é generalmente rovinato perché trasformato, da residenza di patrizi, a case di abitazione privata, scagni, magazzini. A ciò si aggiungono i danni causati dai bombardamenti aerei della guerra 1940-45.

Le antiche guide di Genova forniscono un grosso catalogo di pitture a fresco che i migliori pittori della scuola genovese dal 1500 al 1700 eseguirono sulle pareti e sui soffitti delle sale, nonché di quadri ad olio e sculture. Quadri e sculture vennero portati altrove e la maggior parte degli affreschi scomparve sotto la calce o addirittura vennero distrutti.

La strada era la principale arteria per chi veniva in città dal ponente, costituendo la prosecuzione di vie Prè, del Campo e di Fossatello. Vide quindi passare imponenti cortei di diverse epoche e circostanze come ingressi di Papi, di Re, solenni comparse di Dogi e delle loro corti.

Il 21 giugno del 1667, ad esempio, passò il Doge Cesare Gentile, in una carrozza a sei cavalli, con scorta a seguito di quadriglie, la nobiltà e la soldatesca a cavallo, per recarsi alla festa di San Luigi celebrata nella chiesa annessa all'Università.

Il corteo, partito da palazzo Ducale, scese per piazza Banchi, via San Luca, Fossatello, via Lomellini, via e piazza della Nunziata e via Balbi, fra due ali di popolo in festa.

 

 

 

contentmap_plugin