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Alcuni studiosi dell’Ottocento identificano Staglieno con l’antichissima Σταλìα (Stalia), nome citato da Artemidoro di Efeso e Pomponio Mela con il quale gli antichi greci....

Alcuni studiosi dell’Ottocento identificano Staglieno con l’antichissima Σταλìα (Stalia), nome citato da Artemidoro di Efeso e Pomponio Mela con il quale gli antichi greci chiamavano una città ligure e che questi storici ottocenteschi ritenevano il nucleo primitivo della città di Genova. Questa località portuale, posta presso l’allora foce del Bisagno, alcuni chilometri più a monte dell’attuale, avrebbe costituito un approdo ancora più antico di quello del Mandraccio (dal quale si sarebbero poi sviluppati la città di Genova e l’attuale porto) che con il tempo avrebbe superato per importanza quello di Stalia. Non ci sono tuttavia elementi certi a sostegno dell'identificazione dell’antica Stalia con l’attuale Staglieno.

 

Secondo altre fonti, il nome sarebbe un tipico toponimo fondiario di epoca imperiale romana.

Lo storico dell’Ottocento G.B. Spotorno riteneva che Caio Elio Staleno, magistrato vissuto nel I secolo a.C., avversario politico di Cicerone, fosse originario di Staglieno. Questa ipotesi, basata su una personale congettura dell’autore e non confermata da alcuna fonte, fu già confutata da suoi contemporanei.

Le prime notizie storiche sui diversi borghi di Staglieno risalgono al Medioevo. Si trattava dei diversi centri collinari allineati lungo la strada che provenendo da Genova risaliva la Val Bisagno, correndo a mezza costa per evitare le piene del torrente e con le sue diramazioni consentiva di raggiungere la Val Polcevera, laValle Scrivia e la Val Trebbia; l’attività principale degli abitanti era quella agricola.

In epoca napoleonica Staglieno divenne sede comunale e capoluogo di mandamento, con giurisdizione su diversi comuni della Val Bisagno e sul comune diMontoggio, nell’alta Valle Scrivia.

L’assetto urbanistico delineato dal Giustiniani rimase praticamente immutato fino al XIX secolo, quando diversi avvenimenti avrebbero contribuito a modificare radicalmente l’aspetto della zona. Nel 1809 fu iniziata la costruzione della strada nazionale da Genova a Piacenza, che percorreva il fondovalle, soppiantando l’antico percorso collinare e contribuendo allo sviluppo edilizio delle aree lungo le sponde del Bisagno.

Nel 1815 il comune di Staglieno, assieme all'intera Repubblica Ligure napoleonica, fu inglobato nel Regno di Sardegna, come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814.

Negli anni venti dell'Ottocento il comune di Genova acquistò nell’allora comune di Staglieno un terreno alla confluenza del Veilino nel Bisagno per costruirvi il cimitero cittadino. Il progetto del nuovo cimitero fu affidato all'architetto Carlo Barabino. Morto il Barabino nel 1835, l'opera fu portata a compimento dall'architetto Giovanni Battista Resasco negli anni quaranta dell’Ottocento.

Nel 1873, il comune di Staglieno, insieme ad altri cinque comuni della bassa Val Bisagno fu inglobato nel comune di Genova.

L'unione a Genova comportò un aumento della densità edilizia, prevalentemente a carattere popolare. La pianificazione urbanistica di fine Ottocento portò allo sviluppo di nuovi rioni sia sulla sponda del Bisagno che sul versante collinare all’esterno delle mura cittadine, lungo la nuova via intitolata ad Antonio Burlando, patriota e garibaldino) dei Mille, che ha inizio da piazza Manin, nel quartiere genovese di Castelletto. Lungo questo asse vennero costruite tra le altre le case popolari della Società Economica, di proprietà della famiglia Dufour.

Lo sviluppo edilizio divenne impetuoso nel secondo dopoguerra, in particolare negli anni sessanta, quando le costruzioni hanno finito per occupare tutta la parte bassa del versante collinare che culmina con le Mura Nuove di Genova. Ultime realizzazioni di questa serie sono i due grattacieli detti I Gemelli in via Leonardo Montaldo, la via sottostante a via Antonio Burlando.

Parallelamente allo sviluppo dell’edilizia residenziale, il quartiere è divenuto anche sede di importanti infrastrutture comunali, quali le officine per la produzione del gas, in località Gavette, il forno di incenerimento dei rifiuti (uno dei primi realizzati in Italia), oggi dismesso, in località Volpara, la rimessa degli autobus dell’AMT in via Bobbio e l’officina Guglielmetti, anch’essa recentemente dismessa, dove veniva effettuata la manutenzione degli autobus.

Di particolare interesse

Cimitero monumentale

Acquedotto storico

Il ponte sifone sul Veilino

Chiesa di San Bartolomeo di Staglieno

Chiesa del Santissimo Sacramento

Chiesa della Sacra Famiglia

Chiesa e oratorio di S. Antonino

La chiesa di S. Pantaleo

Wikipedia