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Sottoripa è una vasta area del centro storico medioevale di Genova, comprende i più antichi porticati pubblici d'Italia iniziati fra il 1125 e il 1133

Sottoripa

(o palazzata di Sottoripa, Sotorîa o Sotorîva in genovese) è una vasta area del centro storico medioevale di Genova, che si estende lungo piazza Caricamento e l'area del porto antico da piazza Cavour, sede del mercato del pesce, a via al Ponte Calvi.

Comprende i più antichi porticati pubblici di cui si abbia conoscenza in Italia: vennero infatti iniziati fra il 1125 e il 1133 a partire dall'attuale via San Lorenzo, l'arteria che conduce alla cattedrale omonima. Vi sono presenti alcuni dei palazzi inseriti nei Rolli e, come parte del centro storico cui appartiene, è stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

 

L'etimologia esatta del nome deriva da ripa (riva), ovvero l'antico molo artificiale del porto. Il termine originale (Sotorîa in lingua genovese: "Sottoripa" ne è solo il calco italiano) serviva a distinguere l'approdo principale della regione rispetto alle piccole cale della riviera ligure (cioè il tratto di costa, o riviera appunto, non a caso indicata in lingua originale come rivêa, ripétta).

A Sottoripa - zona di accesso all'antica piazza Banchi (o piazza dei Banchi), sede della Borsa Vecchia, e alle vie di Prè e del Campo - sono state dedicate numerose canzoni in lingua genovese.

A deciderne l'edificazione furono - con apposito lodo consiliare - le autorità del tempo che intendevano proteggere la rada portuale a ridosso del Ponte Calvi. Il mare giungeva a coprire l'odierna piazza Caricamento, lambendo le fondazioni delle case della zona chiamata Ripa; in questo modo i portici vennero chiamati Sottoripa, cioè innalzati al di sotto della riva.

Sottoripa nacque quindi in funzione dello spazio necessario ai commerci che si sviluppavano lungo il fronte del porto, e fu subito caratterizzata da architetture di stile orientale - retaggio probabilmente delle colonie mediorientali - comprendenti i fondaci, gli antichi magazzini nascosti dalle alte volte dei portici in cui venivano stipate le mercanzie appena sbarcate dalle navi o in procinto di essere spedite oltremare. Le mercanzie venivano manipolate dai camalli, manovali che trasportavano i carichi delle navi fino ai mercati e ai luoghi di scambio (da questa parola, camallo, nasce il verbo in lingua genovese camalâ, ovvero trasportare, portare un carico).

Numerosi sono i carrugi, o caruggi, che da Sottoripa tagliano in senso longitudinale la parte antica della città.

Lungo i portici - un tempo sede degli scagni (uffici) ricavati in locali angusti sfruttando solai e sottoscala e oggi organizzati nei moderni centri di brokeraggio - si trovano caratteristiche botteghe, fra cui le friggitorie frequentate e cantate da Fabrizio De André, affiancate - nella nuova città multietnica in divenire - da negozi alimentari take-away gestiti dalle comunità indiana, centro-americana, maghrebina ed africana.

Separata dall'area Expo (Acquario) dalla strada sopraelevata che unisce il sobborgo di Sampierdarena alla Foce, Sottoripa è uno dei luoghi caratteristici di cui i genovesi vanno maggiormente fieri ed è meta di forte turismo, incrementato in particolare dopo i massicci restauri urbanistici operati negli anni novanta in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario della scoperta dell'America che hanno interessato l'intero waterfront portuale.

Al centro di piazza Caricamento - da cui, ai primi del Novecento, partivano i numerosi carretti con le merci provenienti dal porto - si innalza la statua bronzea intitolata a Raffaele Rubattino, considerato il primo armatore italiano, realizzata dallo scultore Augusto Rivalta nel1889.

Una parte dei portici si affaccia su piazza Caricamento su cui sorge Palazzo San Giorgio, un tempo Palazzo delle Compere di San Giorgio e oggi sede dell'Autorità portuale. I prospetti affrescati del palazzo - con al centro i simboli cittadini (bandiera di San Giorgio, effigie di Giano, ilSacro Catino e l'immagine di Guglielmo Embriaco Testa di maglio) - restituiscono a pieno il senso dell'orgoglio storico genovese al tempo delle repubbliche marinare.

La forma particolare della volta dei portici indica l'epoca di costruzione dell'edificio. Le voltine a crociera con o senza costoloni, oppure le travi a vista, indicano le forma originarie del XII secolo (l'edificazione del porticato inizia nel 1160); la soffittatura ribassati indica la frammentazione con soppalchi costruiti nel corso dei secoli che hanno dimezzato l'altezza originaria del passaggio; la soletta orizzontale in materiali moderni è propria solo del grattacielo costruito nel dopoguerra, demolendo tre edifici isolati colpiti dai bombardamenti; le volte alte e lineari con i profili post-neoclassici indicano il porticato di via Turati che nel 1865 venne realizzato demolendo la Ripa di Coltelleria, prosecuzione originaria di questo organismo urbano della Ripa.

In realtà anche i portici che vediamo nelle forme originarie hanno subito vari rimaneggiamenti, e le forme attuali sono frutto del restauro effettuato sotto la direzione di Alfredo d'Andrade, che eliminò i soppalchi che ne dimezzavano le altezze e il passaggio dell'acquedotto che ne chiudeva in alto le luci.

Parte dei portici venne distrutta durante la seconda guerra mondiale.

 

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